NURSE JESSIE'S DIARY




THE
MEMOIRS OF
EMILY
MCLAUGHLIN


EPISODES MAGAZINE

Luglio/Agosto 1992


Click above
for English version





Membro del cast originale,
Emilly McLaughlin ha interpretato l'infermiera Jessie Brewer
per quasi trent'anni.




Poco prima della sua morte, l'amata attrice prese la penna in mano e iniziò a ricordare i primi anni di General Hospital, il suo leggendario golfino blu, il suo memorabile incontro con Elizabeth Taylor e la favolosa rinascita di GH.


Il 26 Aprile del 1991, Emily McLaughlin perse la sua battaglia contro il cancro e General Hospital perse l'infermiera Jessie Brewer, una delle sue star più amate.
Dopo una carriera nel teatro che includeva apparizione a Broadway, Emily lavorò in serie molto popolari come
Studio One, Kraft Theatre e The Twilight Zone. Debuttò nel mondo delle soaps interpretando il ruolo della Dott.ssa Eileen Seaton in Young Dr. Malone.
Nel 1963 creò il personaggio di Jessie Brewer per l'episodio pilota di
General Hospital e rimase una delle eroine principali di Port Charles per quasi di trent'anni.
Poco prima di morire, Emily iniziò a raccogliere le sue memorie. Sua figlia Mary Ann ha concesso la loro parziale pubblicazione. "Io trovo che il mondo della soaps sia affascinante", scrive Emily, "è lo specchio della nostra società così com'è e come vorremmo che fosse".
Queste sono le memorie della vita di Emily McLaughlin, dentro e fuori dal set.





LE PRIME PROVE

Era Gennaio. Ed era molto freddo. Era l'alba ed era terrificante. Un gruppo di facce assonnate si voltarono mentre percorrevo i corridoi dello studio. Nessuno degli attori riuniti nella fredda hall degli studi si conoscevano. Iniziammo a presentarci, John Beradino doveva interpretare il Dr. Hardy, io ero l'infermiera Jessie Brewer, Roy Thinnes era mio marito Philip Brewer e così via.
Quando il regista e il produttore arrivarono andammo tutti nella sale prove dove dei nastri sul pavimento, come quelli che la polizia usa per isolare la scena di un crimine, rappresentavano il set. Una zona delimitata dal nastro era l'infermeria, un'altra l'ascensore e lunghi nastri sul pavimento simulavano i corridoi del General Hospital. Gli attori stavano per iniziare a provare e il nostro regista stava con le mani sollevate per dire "azione", quando all'improvviso la porta si spalancò ed entrò un gruppo di persone. Li conoscevamo molto bene, erano i dirigenti della ABC. Andarono a sedersi su alcune sedie pieghevoli sistemate in sala e rimasero zitti.
Iniziammo a provare la prima parte dello show. Mentre tentavo di consolare l'ingenua di turno, Jana Taylor (il cui personaggio, Angie Costello Weekes, era rimasta sfigurata in seguito ad un incidente automobilistico), ci rendemmo conto dell'inconfondibile brusio che proveniva dalle sedie pieghevoli.
L'intero gruppo dei dirigenti della ABC si era alzato e stava per andarsene il più silenziosamente possibile, ma, considerata la natura delle sedie pieghevoli e delle valigette, non fu certamente così dopo tutto.
Continuammo con le prove. Jessie e Philip stavano litigando. Mr. Costello (Ralph Manza) era arrivato in ospedale terribilmente sconvolto per le condizioni di sua figlia Angie. Jessie confidò a Steve le sue angosce e venne prontamente confortata. Più tardi mentre ci scambiavamo le nostre prime impressioni finimmo con chiederci se saremmo stati cancellati prima ancora di andare in onda.
In effetti il pilot di General Hospital venne venduto piuttosto velocemente.


Durante il primo anno molti degli attori, nove o dieci in tutto, lavorarono quattro o cinque giorni la settimana. John Beradino ed io lavoravamo per cinque giorni ogni settimana.

A John venne un'ulcera e io iniziavo a piangere ogni volta che dovevo alzarmi dal letto. Dovevo tornare a casa, crescere un figlio, fare la spesa, cucinare e minacciare le baby sitter per costringerle ad arrivare a casa alle 6 del mattino ogni giorno.
Non ce la facevo più.
I copioni ripetitivi erano particolarmente fastidiosi per tutti noi. Le nostre menti si confondevano cercando di ricordare a chi avevamo detto cosa e con quali dettagli.
La ragione delle ripetizioni risiedeva nella convinzione della ABC che il pubblico si sintonizzava solo una volta la settimana. Le ripetizioni erano necessarie così che i telespettatori, che avevano le loro vite e non potevano seguire ogni giorno lo show, potessero sintonizzarsi ogni momento e trovare ancora la storia ragionevolmente familiare. La nostra risposta a questa teoria era che se la storia non era così familiare, il pubblico poteva essere invogliato a seguire lo show quattro volte la settimana.
Quando nel copione uno dei personaggi invitava un altro a bere una tazza di caffè, tutti sapevamo che era il momento di ricapitolare le vicende.
Tutti erano estremamente nervosi. E poi si verificò l'episodio della porta.
John Beradino era arrabbiato per qualcosa e la sua rabbia si riversò sulla porta dello studio del Dr. Steve Hardy che durante le prove non si era aperta. John attraversò il corridoio si diresse verso la porta e gli diede un pugno. La porta venne sostituita e continuammo a girare. Il giorno successivo si ripeté lo stesso episodio: la porta rifiutò di aprirsi, John gli diede un pugno, la porta venne sostituita e noi continuammo a girare.

Il terzo giorno fu la ripetizione dei precedenti due con l'unica eccezione che i tecnici, senza informarci, avevano sostituito la porta di compensato con una di legno solido e resistente. Così quando John diede un pugno alla porta fece un espressione di dolore e si ruppe la mano. C'era un buco nella porta. Quello che seguì fu un tentativo di dimostrare solidarietà, molte risa sommesse e un assistente di studio che si spaventò moltissimo. Essendo un vero professionista, John si fece bendare la mano e continuò la registrazione della puntata.



Emily prova una scena con una paziente sul set dell'ospedale
durante i primi giorni di GH.





Il dottor Steve Hardy
era il confidente di Jessie Brewer.





Roy Thinnes sul set con Emily.
Interpretò Phil Brewer dal 1963 al 1966.





Jessie era costantemente agitata
a causa delle relazioni extraconiugali
del marito infedele, Phil,
un dottore del General Hospital.





IL GOLFINO BLU

Durante questo primo anno, sul set c'era una temperatura polare a causa dei macchinari medici che venivano usati per rendere le riprese più realistiche e noi durante le prove indossavamo i cappotti. Durante la registrazione, comunque, dovevamo toglierceli così tutti noi del cast dovemmo imparare a mascherare il fatto che stavamo congelando. I tecnici giuravano che l'aria condizionata era incontrollabile. Noi li maledicemmo comunque.
Alla fine ero stanca di tremare per il freddo e feci qualcosa che avrei dovuto fare prima: andai dal nostro costumista e chiesi un golfino. Me ne diedero uno blu e, molto grata, lo indossai.
Sebbene fossimo in piena estate, pensai che se l'avessi indossato ogni giorno, sarebbe stato considerato come un accessorio di Jessie.
Un giorno un attore mi fermò sul set e mi chiese, "Perché indossi sempre il golfino blu?". Io ero sconcertata e risposi, "Perché ho freddo". Lui rise non credendomi e così nacque la leggenda del golfino blu. I fan scrivevano facendo la stessa domanda. Io e mia figlia ideammo una serie di improponibili risposte perché nessuno voleva credere al semplice fatto che avessi freddo.
Infine imparai a riderne e rispondevo alla domanda dicendo, "Ci sono affezionata".



Il famoso golfino blu teneva Emily al caldo
nel reparto della infermiere al settimo piano.



Durante il primo anno in onda eravamo considerati gli ultimi arrivati. Non avevamo camerini, le attrici si cambiavano nello spogliatoio delle attrici e gli attori nello spogliatoio degli attori. Non avevamo parcheggi, né parrucchieri e avevamo un guardaroba molto limitato. Le attrici indossavano spesso i loro stessi abiti. Molte di noi non erano capaci di pettinarsi in modo appropriato e quando mi ruppi un braccio dovetti ricorrere ad una parrucca.
Per i primi undici anni eravamo spesso in disordine, facevamo quello che potevamo.
Eravamo come una famiglia specialmente i primi anni. Ognuno di noi conosceva le moglie, i mariti e figli degli altri, problemi compresi.
Oggi (1991) abbiamo un cast molto ampio e giriamo le scene fuori sequenza, questo significa che, per esempio, tutte le scene nell'infermeria vengono girate tutte in una volta, evitando in tal modo di spostare ogni volta le telecamere e i microfoni. Così se un attore non è nella stessa scena con te si potrebbe anche non sapere che quel giorno è sul set. Tutto questo è naturalmente necessario per garantire una certa efficienza ma quelli di noi che sono stati per anni nel cast ricordano con estrema nostalgia quando c'era il tempo per ridere e fare amicizia.

I nostri microfoni in questi primi anni erano un vero incubo. Consistevano in piccoli aggeggi molto sensibili che dovevamo indossare sotto gli abiti e che erano collegati con un filo ad un trasmettitore. Il trasmettitore era sistemato all'interno di un piccolo sacchetto di flanella attaccato con un grande nastro di plastica che era avvolto intorno alla coscia (!). Tutto questo era un vero incubo anche per i tecnici dello studio. A volte i microfoni captavano le chiamate della polizia.


Gli attori escogitano ingegnose soluzioni per risolvere i problemi che nascono sul set come spiega Emily


Mi è spesso stato chiesto se imparavamo tutti i dialoghi a memoria o se ci limitavamo a leggerli. La domanda mi infastidiva parecchio finché arrivai alla conclusione che era meraviglioso che il pubblico ci chiedesse una cosa del genere, ciò significava che sullo schermo sembravamo naturali.
Fino a poco tempo fa, avevamo il TelePromTers (uno schermo su cui scorrono i dialoghi della scena che si sta girando) che se non altro era fonte di enorme sostegno morale. Raramente mi sono stati utili in quanto sono miope e non sono mai riuscita a leggere le battute sullo schermo.
Roy Thinnes (l'originale Phil Brewer) aveva un modo molto ingegnoso per guardare il TelePrompTer quando ne aveva bisogno. Faceva una pausa, guardava il suo orologio come se l'ora del giorno fosse la cosa più importante di questo mondo poi sollevava i suoi occhi verso lo schermo.

Mark Miller, il cui personaggio, Rendy Walshburn era innamorato di Audrey March (Rachel Ames) un giorno dimenticò del tutto le sue battute. Era seduto su una sedia girevole e stava abbracciando Audrey, così si limitò a girare la sedia, si appoggiò su un fianco e si allungò quanto poteva, guardò al TelePrompTer, sorrise e disse a Rachel "Ti amo".
Comunque c'erano parecchi sistemi per ricordare le battute nel caso in cui non ci fosse il TeleprompTer. Per esempio Marty West, il quinto e ultimo Phil Brewer, scriveva i suoi dialoghi nella stanza dei medicinali, erano ovunque, sul frigorifero, sui muri e in ogni spazio disponibile.
In un'altra occasione Jack Betts che interpretava il Dr. Ken Martin doveva incontrare nel corridoio dell'ospedale una comparsa che interpretava un'infermiera. L'infermiera doveva consegnargli una cartella medica e lui doveva leggere una diagnosi e prescrivere una cura, insomma un dialogo molto complicato. Naturalmente era tutto scritto in un foglio dentro la cartella e quindi doveva semplicemente leggere. Durante le prove non ci furono problemi ma evidentemente la comparsa pensò che sarebbe stato divertente scambiare le cartelle, e così fece. Mentre lo show era in onda, Jack aprì la cartella e invece del foglio con le sue battute ne trovò uno completamente bianco. Guardò l'infermiera e vide che stava sorridendo. In qualche modo riuscì a concludere la scena ma quell'infermiera non tornò mai più al General Hospital.



Emily affiancata dai colleghi
John Berardino e Roy Thinnes
e una comparsa nel ruolo di un'infermiera.





1978



Emily scoprì che la dedizione dei fan a General Hospital poteva lusingarla od infastidirla


La posta dei fan può essere inquietante. Nella maggior parte dei casi è molto piacevole ma a volte alcune persone non riescono a distinguere tra finzione e realtà. Per esempio nel corso degli anni molti degli attori che interpretavano personaggi negativi e detestabili, soprattutto mariti che tradivano le mogli, venivano aggrediti nei supermercati da donne armate di enormi buste della spesa.. Alla fine sul set se un attore doveva minacciare un altro personaggio tutti gli dicevano "Stai lontano dal supermercato".
Ricordo una volta in cui John Beradino ricevette una telefonata mentre era in sala trucco. Era una donna che lo chiamava dalla Grand Central Station di New York informandolo che stava per prendere un treno per avvertire Jessie che suo marito Phil la stava tradendo. John convinse la donna a non lasciare New York.

Ci fu poi una lettera di un uomo dalla Pennsylvania che mi annunciò che stava per chiedermi di sposarlo. Aveva letto sicuramente i soap magazines perché sapeva tutto di mio figlio, Bob, e del mio defunto marito. Mi scrisse che presto avrei ricevuto un enorme anello di diamanti, scossi la testa finché poi non lessi la seconda pagina della lettera in cui diceva che era un mio superiore, essendo uno degli azionisti della ABC. Corsi subito dal produttore che, suppongo, andò immediatamente alla ABC perché, dopo un'altra lettera in cui mi descriveva come sarebbe stata la nostra luna di miele, calò il più assoluto silenzio.




I GIORNI DI GLORIA

Alla fine dell'undicesimo anno di General Hospital gli ascolti dello show erano in caduta libera ed era comprensibile in quanto nulla accadeva. Arrivammo tutti alla conclusione che era soltanto una questione di tempo prima che lo show venisse cancellato.

Poi proprio mentre lo show raddoppiò la sua durata (da mezz'ora a un'ora), arrivò Gloria. Una scossa di ottimismo rianimò l'intero gruppo. Il nastro che conteneva la prima puntata di un'ora venne buttato via; arrivarono nuovi parrucchieri, scenografi e costumisti. Ci trasferimmo in un nuovo studio grande il doppio di quello precedente.
Vennero realizzati set di alta qualità. Aumentò il budget destinato al costumi, ogni singolo attore ebbe il suo guardaroba personale.
Anche gli abiti più semplici erano in seta anziché in cotone e provenivano dai negozi più prestigiosi d'America come Neiman-Marcus e Saks.
Non dimenticherò mai la prima volta che indossai in un abito di seta. Per un'attrice non esistono termini per spiegare cosa si prova ad indossare seta invece del solito scadente cotone.
Il nostro gruppo di sceneggiatori venne ampliato e migliorato e le sceneggiature erano decisamente migliori.
C'erano meno ripetizioni e meno battute tipo : "C'è del burro sul fuoco".
Diventano i numeri uno negli indici d'ascolto.
L'arrivo di Luke e Laura e l'uso che Gloria Monty faceva di storie direttamente ispirate alle trame dei film degli anni '30, fecero la storia del daytime.
Le soap avevano iniziato a suscitare l'interesse dei grandi settimanali ormai da qualche anno e quando Luke e Laura si sposarono conquistammo la copertina di Time.
Non eravamo più gli ultimi arrivati nel mondo dello show business. Finalmente eravamo i primi.




L'ARRIVO DELLE STAR

E quando Elizabeth Taylor entrò brevemente nel cast come Helena Cassadine, fu magnifico. Eravamo tutti impressionati, affascinati e compiaciuti. Arrivò col suo staff personale, irradiando la stessa bellezza che traspariva dalle sue foto, ma fu amichevole come ogni attore sul set può esserlo.
Non ci passò per la mente che Elizabeth Taylor potesse essere nervosa. Eravamo tutti convinti che Elizabeth non fosse umana, lei era al di sopra di tutti.
Il primo indizio che anche lei potesse essere una persona normale ci arrivò quando durante la sua prima scena continuava a sbagliare la pronuncia del nome del suo personaggio, diceva "Cassadeen" invece di "Cassadine". L'inconveniente venne risoluto e la scena venne benissimo.
Poi ebbe una scena con me in infermeria durante la quale cercai di evitare che si notasse che la mia matita continuava a tremare.
Durante una scena, Anthony Geary (Luke Spencer), un uomo sensibile e un vero gentleman, si rese conto che anche una star può sentirsi fuori luogo.
Non fu facile entrare all'interno di un gruppo molto unito come il nostro, così quando Elizabeth bussò alla porta di Luke, Anthony, invece di dire : "Posso aiutarla?", com'era scritto nel copione, spalancò la porta e disse col tono di voce più alto: "O mio Dio questa è Elizabeth Taylor!". Tutti sul set scoppiarono a ridere, la tensione era sparita e da quel momento Elizabeth proseguì come se avesse recitato nella soap per 20 anni..
Quando Elizabeth terminò le riprese di GH, arrivarono allo studio dei biglietti per assistere a "The Little Foxes" una commedia in cui recitava. Ricevemmo anche l'invito per partecipare al gala benefico organizzato dall'Actors Fund che si teneva subito dopo.
Pensai che si trattasse di un errore, per cui chiamai l'Actors Fund per avvertirli ma la voce all'altro capo disse: "No, non è un errore. Ossequi da Elizabeth Taylor".
Aveva comprato 65 dei migliori posti a sedere e invitò tutti quelli con cui aveva lavorato a GH, cast e troupe.
Fu una bellissima serata e non una parola di questo magnifico gesto era stata fatta alla stampa. Il suo compenso per la partecipazione a GH andò in beneficenza. Fu davvero una signora.



Elizabeth Taylor
con Rick Springfield.
In lontananza sulla destra
c'è Emily McLaughlin.



Quando Sammy Davis Junior entrò nel cast per interpretare il ruolo di Eddie Philips, lo trovai l'uomo più incantevole che avessi mai incontrato. Quando ci presentarono, lui si inginocchiò, prese la mia mano e la baciò.
Non ho mai conosciuto nessun uomo che potesse fare un gesto simile senza sembrare un idiota. Solo Sammy poteva farlo e lo fece.
Ci stavamo tutti abituando alle apparizioni di queste star quando Gloria Monty decise che ne aveva abbastanza. Non voleva che lo show diventasse una specie di "Chi sarà la prossima star del giorno?".
Fu una saggia decisione ma a noi mancavano e ci mancava tutta quella eccitazione.




IL CUORE DI GENERAL HOSPITAL

Quando Luke e Laura si sposarono, gli indici d'ascolto di General Hospital avevano raggiunto un livello mai toccato prima. Nessuna altra soap è mai riuscita ad eguagliarli o a superarli. Fermai Gloria allo studio e mi congratulai con lei. Lei sorrise, si ricompose e mi disse: "Cos'altro posso fare adesso?". A suo credito va detto che non si adagiò mai sugli allori. Trovò sempre qualcosa di nuovo da fare.
Col tempo vennero i Cassadine che volevano congelare il mondo e altri strani gruppi. Questa formula si rivelò un enorme successo e io pensai, va bene fino a quando l'altra metà dello show continua ad raccontare i problemi quotidiani.
Molti di noi non si preoccupano del congelamento planetario o di ladri di gioielli.
General Hospital è sempre stato basato sui rapporti e sulle relazioni umane, una donna che non può avere un figlio e ne vuole uno, una donna innamorata di un uomo o un uomo innamorato di una donna il cui amore non è ricambiato. Morte, malattia, gioia e dolore.
Questi valori vecchi stampo e le domande che creano sui valori, l'etica e la morale, iniziarono ben presto a scomparire soprattutto sotto il regime dei produttori che arrivarono quando Gloria se ne andò. Vedevano solo il successo del filone science-fiction.
Ritengo che queste avventure siano importanti ma solo se mescolate con le basilari emozioni umane. Comunque potrei essere antiquata.


Antiquata o no Emily Mclaughlin non ha mai perso il suo fascino sulle generazioni dei telespettatori. La sua ultima apparizione a General Hospital risale a parecchi mesi prima della sua morte.





John Beradino interpretava il ruolo del dott. Steve Hardy che,
insieme a Jessie, divenne uno dei protagonisti di GH.





Jessie con Tom e Simone Hardy
(David Wallace e Laura Carrington)
1988





Traduzione: Cristiano Massari




Press release

Homepage