Era Gennaio. Ed era molto freddo. Era l'alba ed era terrificante. Un
gruppo di facce assonnate si voltarono mentre percorrevo i corridoi dello
studio. Nessuno degli attori riuniti nella fredda hall degli studi si
conoscevano. Iniziammo a presentarci, John Beradino doveva interpretare il
Dr. Hardy, io ero l'infermiera Jessie Brewer, Roy Thinnes era mio marito
Philip Brewer e così via.
Quando il regista e il produttore arrivarono
andammo tutti nella sale prove dove dei nastri sul pavimento, come quelli
che la polizia usa per isolare la scena di un crimine, rappresentavano il
set. Una zona delimitata dal nastro era l'infermeria, un'altra l'ascensore e
lunghi nastri sul pavimento simulavano i corridoi del General Hospital. Gli
attori stavano per iniziare a provare e il nostro regista stava con le mani
sollevate per dire "azione", quando all'improvviso la porta si spalancò ed
entrò un gruppo di persone. Li conoscevamo molto bene, erano i dirigenti
della ABC. Andarono a sedersi su alcune sedie pieghevoli sistemate in sala e
rimasero zitti.
Iniziammo a provare la prima parte dello show. Mentre
tentavo di consolare l'ingenua di turno, Jana Taylor (il cui personaggio,
Angie Costello Weekes, era rimasta sfigurata in seguito ad un incidente
automobilistico), ci rendemmo conto dell'inconfondibile brusio che proveniva
dalle sedie pieghevoli.
L'intero gruppo dei dirigenti della ABC si era
alzato e stava per andarsene il più silenziosamente possibile, ma,
considerata la natura delle sedie pieghevoli e delle valigette, non fu
certamente così dopo tutto.
Continuammo con le prove. Jessie e Philip
stavano litigando. Mr. Costello (Ralph Manza) era arrivato in ospedale
terribilmente sconvolto per le condizioni di sua figlia Angie. Jessie
confidò a Steve le sue angosce e venne prontamente confortata. Più tardi
mentre ci scambiavamo le nostre prime impressioni finimmo con chiederci se
saremmo stati cancellati prima ancora di andare in onda.
In effetti il
pilot di General Hospital venne venduto piuttosto
velocemente.
Durante il
primo anno molti degli attori, nove o dieci in tutto, lavorarono quattro o
cinque giorni la settimana. John Beradino ed io lavoravamo per cinque giorni
ogni settimana.
A John venne un'ulcera e io iniziavo a piangere ogni
volta che dovevo alzarmi dal letto. Dovevo tornare a casa, crescere un
figlio, fare la spesa, cucinare e minacciare le baby sitter per costringerle
ad arrivare a casa alle 6 del mattino ogni giorno.
Non ce la facevo
più.
I copioni ripetitivi erano particolarmente fastidiosi per tutti noi.
Le nostre menti si confondevano cercando di ricordare a chi avevamo detto
cosa e con quali dettagli.
La ragione delle ripetizioni risiedeva nella
convinzione della ABC che il pubblico si sintonizzava solo una volta la
settimana. Le ripetizioni erano necessarie così che i telespettatori, che
avevano le loro vite e non potevano seguire ogni giorno lo show, potessero
sintonizzarsi ogni momento e trovare ancora la storia ragionevolmente
familiare. La nostra risposta a questa teoria era che se la storia non era
così familiare, il pubblico poteva essere invogliato a seguire lo show
quattro volte la settimana.
Quando nel copione uno dei personaggi
invitava un altro a bere una tazza di caffè, tutti sapevamo che era il
momento di ricapitolare le vicende.
Tutti erano estremamente nervosi. E
poi si verificò l'episodio della porta.
John Beradino era arrabbiato per
qualcosa e la sua rabbia si riversò sulla porta dello studio del Dr. Steve
Hardy che durante le prove non si era aperta. John attraversò il corridoio
si diresse verso la porta e gli diede un pugno. La porta venne sostituita e
continuammo a girare. Il giorno successivo si ripeté lo stesso episodio: la
porta rifiutò di aprirsi, John gli diede un pugno, la porta venne sostituita
e noi continuammo a girare.
Il terzo giorno fu la ripetizione dei precedenti due con l'unica
eccezione che i tecnici, senza informarci, avevano sostituito la porta di
compensato con una di legno solido e resistente. Così quando John diede un
pugno alla porta fece un espressione di dolore e si ruppe la mano. C'era un
buco nella porta. Quello che seguì fu un tentativo di dimostrare
solidarietà, molte risa sommesse e un assistente di studio che si spaventò
moltissimo. Essendo un vero professionista, John si fece bendare la mano e
continuò la registrazione della puntata.

Emily prova una scena con
una paziente sul set dell'ospedale
durante i primi giorni di GH.

Il dottor Steve Hardy
era il confidente di Jessie Brewer.

Roy Thinnes sul set con
Emily.
Interpretò Phil Brewer dal 1963 al 1966.

Jessie era costantemente
agitata
a causa delle relazioni extraconiugali
del marito infedele,
Phil,
un dottore del General Hospital.
IL GOLFINO BLU